L’approccio all’impact investing degli investitori istituzionali

23 Jan L’approccio all’impact investing degli investitori istituzionali

Impact Insights #11 – London, November 2017


Rodolfo Fracassi, Managing Director
Enrico Lo Giudice, Research Associate

Nelle scorse edizioni della newsletter abbiamo affrontato tematiche cruciali quali la definizione dei principali strumenti dell’impact investing, i suoi settori e l’importanza della misurazione dell’impatto. In questo articolo analizzeremo come gli investitori istituzionali possono accedere a strategie di investimento ad impatto sociale ed ambientale.

Prima di tutto, un dato estremamente significativo riguarda l’attenzione degli investitori istituzionali verso l’impact investing. Infatti, secondo numerose banche di investimento e centri di ricerca indipendenti, l’interesse è in costante aumento. Tra le principali ragioni del ruolo incrementale degli attori istituzionali nella finanza ad impatto vi è la difficoltà con cui i tradizionali sistemi di welfare pubblico sono in grado di rispondere con risorse adeguate ai bisogni sociali della popolazione. Gli investitori istituzionali hanno pertanto progressivamente sviluppato programmi di investimento ad impatto tramite campagna di raccolta ad hoc, e/o disinvestendo e riallocando capitali, e/o utilizzando capitali dormienti.

I temi di investimento ad impatto maggiormente attraenti per gli istituzionali risultano essere i settori del microcredito, del social housing, della salute e delle energie pulite. L’istruzione ed il cibo organico/naturale rappresentano altri due settori in progressiva crescita che stanno attirando sempre di più l’interesse degli investitori.

A livello mondiale, allo stadio attuale dello sviluppo del mercato degli investimenti ad impatto, gli investitori istituzionali prediligono l’accesso ai soprarichiamati temi di investimento tramite fondi ampiamente diversificati quali quelli obbligazionari, bilanciati ed azionari. Allo stesso tempo si segnala come altri attori finanziari di particolare rilievo quali ad esempio le principali banche di affari statunitensi ed europee hanno iniziato ad investire direttamente in società che operano nel campo della mitigazione del cambiamento climatico. Fondi obbligazionari e azionari “green” e “tematici” sono stati promossi da numerose case di gestione europee, statunitensi e in partnership con banche di sviluppo internazionali.

Anche in Italia ci sono esempi concreti del trend in atto: Fondazione Cariplo e Sistema Integrato di Fondi (“SIF”: Fondazione Housing Sociale, Cassa Depositi e Prestiti, Casse previdenziali) hanno investito risorse molto significative nel microcredito a livello globale e nelle infrastrutture sociali a livello locale, generando ritorni finanziari apprezzabili ed esternalità positive. Il fondo chiuso Microfinanza1, di cui Fondazione Cariplo è il principale investitore insieme con Cassa Forense, risulta ad oggi il fondo di fondi chiuso più grande in Italia (EUR 84 mln) ad investire in istituzioni finanziarie che erogano prestiti a micro e piccole imprese nei mercati emergenti. Analogamente, il SIF è tra i principali player mondiali per dimensione nel settore del welfare abitativo avendo mobilitato oltre EUR 3 miliardi in progetti di social housing in Italia.

Ad ulteriore testimonianza del trend illustrato si assiste ad una sempre maggiore attenzione ed impegno degli investitori istituzionali (fondi pensioni, assicurazioni, fondazioni e società di risparmio gestito) ad adeguarsi e sottoscrivere agli standard internazionali di questo settore. A tal proposito le Nazioni Unite hanno difatti promosso numerose iniziative, tra le quali i “Principles for Responsible Investment” (UNPRI) ed i “Sustainable Development Goals” (SDGs) al fine di creare linee guida per sensibilizzare ed orientare il settore privato verso le tematiche della sostenibilità e della responsabilità sociale. Non mancano, inoltre, iniziative settoriali promosse da organizzazioni non governative come ad esempio il “Climate Bonds Initiative” ed il “Global Real Estate Sustainability Benchmark”, riguardanti rispettivamente le obbligazioni tematiche e il mercato del real estate sostenibile.

 

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