Investimenti illiquidi ad elevato impatto sociale

10 May Investimenti illiquidi ad elevato impatto sociale

Impact Insights #18 – London, May 2018


Rodolfo Fracassi, Managing Director
Enrico Lo Giudice, Research Associate

In questa nuova edizione della nostra consueta newsletter affronteremo un tema vitale nel campo degli investimenti sostenibili e ad impatto: gli investimenti illiquidi ad elevato impatto sociale. In particolare, questo tipo di investimento assume un ruolo centrale nel mondo degli investimenti ad impatto: i primi investimenti ad impatto furono predominantemente privati, dotati di una bassa liquidità, con aspettative di rendimento al di sotto del mercato e fortemente orientati a risolvere problemi di carattere sociale.

A livello internazionale e nelle agende dei policy-maker, gli investimenti sociali hanno sperimentato fasi di alterna attenzione. Dopo il fallimento della Lehman Brothers e la conseguente trasmissione del settore creditizio all’economia reale, il tema degli investimenti sociali è divenuto una priorità, soprattutto negli Stati Uniti. In Inghilterra, grazie alla creazione della Big Society Capital, un’istituzione dedicata solamente agli investimenti nel sociale, il mercato si è sviluppato rapidamente. Differente l’evoluzione europea: lo scoppio della crisi dei debiti sovrani in Europa ha portato ad un periodo caratterizzato dalla c.d. austerità, in cui la dimensione sociale è rimasta per molti anni isolata. Nonostante il quadro macroeconomico spesso non favorevole, con la contrazione significativa di investimenti pubblici e di partnership tra pubblico e privato, gli investimenti sociali e ad impatto sono globalmente cresciuti negli ultimi cinque anni. La ragione principale è la crescente domanda di beni e servizi legati al mondo del sociale, sia nei paesi sviluppati che in via di sviluppo o emergenti. Gli investimenti sociali non si sostituiscono alla funzione primaria dello Stato ma sono un modo per rendere più efficiente e proficua la collaborazione tra settore pubblico e privato. Gli investimenti sociali rappresentano al tempo stesso una soluzione ai problemi di management e di carenza di risorse pubbliche che molte amministrazioni hanno sperimentato dopo aver mal gestito le proprie finanze pubbliche. Gli investimenti sociali permettono quindi agli investitori privati ed istituzionali di ottenere rendimenti a mercato e creare esternalità sociali positive, allo stesso tempo consentono allo Stato di favorire l’inflow di capitali privati verso entità a vocazione sociale e pubblica. La riprova di una crescente attenzione per questo tema è data dal piano “Europa Sociale” sulle infrastrutture sociali comunicato dalla Commissione Europea nel marzo 2018.

Dal punto di vista degli investitori, secondo il Global Impact Investing Network (“GIIN”), nel 2017 gli investimenti nel sociale hanno superato i 22 miliardi di dollari, finanziando oltre 8mila differenti aziende e progetti. Su una base di 209 investitori globali, 159 hanno effettuato investimenti in private equity, 113 in private debt e 33 in real estate. In Italia, secondo una ricerca del centro studi Tiresia, il mercato degli investimenti sociali vale attualmente circa 210 milioni di euro e potrebbe arrivare a 400 nei prossimi tre anni. L’Italia soffre di un problema di domanda: esistono difatti solo 627 imprese sociali pronte a raccogliere gli investimenti degli investitori ad impatto, sostenibili o tradizionali. Si deve pertanto lavorare sulla c.d. capacity building. In questo contesto, l’iniziativa promossa da Fondazione Cariplo tramite la neonata Fondazione Social Venture Giordano dell’Amore ed il committment di Cassa Depositi e Prestiti per il social investing sono due punti di svolta nel quadro dello sviluppo degli investimenti sociali in Italia.

Non sorprende quindi che i settori quali l’accesso ai servizi finanziari primari (microfinanza e micro-assicurazioni), l’housing sociale, la salute, la sicurezza e l’istruzione siano gli investimenti sociali maggiormente diffusi. Gli investitori possono effettuare sia investimenti diretti (i.e. private equity e debt) sia in fondi che a loro volta investono tramite strumenti illiquidi. L’investitore in questo caso avrà un premio per l’illiquidità aggiustato per il rischio dell’investimento. Altro strumento molto utilizzato, soprattutto per gli investitori istituzionali, è quello dei fondi di fondi. Gli investimenti possono pertanto essere effettuati tramiti fondi aperti e fondi chiuso, senza compromettere la performance finanziaria ed extra-finanziaria.

 

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